Far Faticare

“A mio figlio non deve mancar niente; non vogliamo che soffra quello che abbiamo sofferto noi; non vogliamo che faccia la nostra vita…”: è come una specie di ritornello. E così si dà al figlio non solo tutto il necessario, ma anche il superfluo e qualcosa di più. Nessuno ci fraintenda. Non vogliamo vedere i ragazzi soffrire; non vogliamo tornare al pane nero né al lavoro dell’operaio e del contadino aggiogati alla fatica come i buoi all’aratro. Ciò che vogliamo dire è ben altra cosa. Vogliamo ricordare che troppo benessere finisce con l’uccidere l’essere. Il benessere può ingrandire il corpo, ma non abbellire l’anima. Il solo benessere fa uomini cresciuti di fuori: uomini “grossi”, non uomini “grandi”. Vogliamo dire, poi, che viziare è sempre ingannare. La vita non è un lecca-lecca continuo, non è una crociera; non tutti i giorni è Natale o il compleanno. Educare è anche faticare. Educare è porre ostacoli, proporzionati, s’intende, allo sviluppo fisico e psichico del figlio. Parliamoci chiaro: cosa succede quando il ragazzo non si sente mai dire “no”? Succedono brutti pasticci. Ormai, dopo troppa pedagogia permissiva, lo ammettono tutti, “I „no‟ aiutano a crescere” (Maria Luigia Pace, psicologa); “un bambino abituato a delle regole è sicuramente un bambino, un ragazzo, un adolescente più capace di far fronte alle difficoltà” (Giovanni Bollea, psichiatra); al contrario, un bambino abbandonato a se stesso, diventa un “rompiscatole, un adulto instabile, nevrotico, infantile” (Silvano Sanchioni, assistente sociale); “un bambino non abituato, fin dall’inizio della vita, a limitarsi, può facilmente diventare un piccolo despota” (Renata Rizzitelli, psicologa). È chiaro, ora, perché parliamo di ostacolo. Tutto ciò che è troppo dolce e caramelloso è contro l’uomo vero, contro il suo emergere. Senza gli scogli, le onde non arrivano in alto. Parliamo di ostacolo perché è proprio la mancanza di ostacoli, di sacrifici, di rinunce, la responsabile di almeno tre antipatiche malattie della personalità.
Il conformismo di chi non ha la grinta per andare contro corrente.
Il minimismodel non cresciuto che alla minima difficoltà va in ginocchio e non si alza più.
Il pilatismo di chi non si compromette: preferisce lavarsi le mani e lasciare che decidano e vivano gli altri. Lo psicologo americano William James era solito dire ai suoi studenti universitari: “Fate tutti i giorni due cose solo perché vi piacerebbe non farle!”. Il ragazzo che ha la fortuna di incontrare la pedagogia della difficoltà, sarà un ragazzo capace di compiere il proprio dovere; un ragazzo che tiene duro anche quando la vita picchia forte; un ragazzo che non abbandona la partita. In una parola, un ragazzo prezioso, un ragazzo in salita)

Una mamma ok, Maria

Quando parliamo della Madonna, parliamo di una madre che ha tutte le carte in regola per dirsi veramente tale. Come tutte le madri, infatti, Maria ha tessuto in sé, per nove mesi, il Bambino. Nella formazione di Gesù non vi è stata nessuna eccezione alla regola.

La tessitura del bambino

Gesù, come tutti i bambini del mondo, è partito piccolissimo nel grembo di Maria: pesava un terzo di un milligrammo (tale è il peso della prima cellula da cui tutti abbiamo iniziato a vivere). Dopo i primi 15 giorni, Gesù era già (anche qui, come avviene per tutti i bambini del mondo) 125 mila volte più grande. Al 18′ giorno anche Gesù ha già un cuore che pulsa. Al 70′ giorno ha già evidenti le impronte digitali. Al 90′ giorno polmoni e bronchi sono pronti per respirare. Verso la fine del quarto mese, Gesù pesa (anche qui, ripetiamo, come tutti i bambini del mondo) circa un etto ed è lungo quasi 20 centimetri. Là, nel seno della Madonna, dorme, si sveglia, sogna, sente il suono del sangue che scorre e pulsa aritmicamente col battito del cuore di Maria; si succhia il polli¬ce, stringe il pugno, agita braccia e gambe, cambia posizione; sente e registra l’amore e l’accettazione della mamma; sente la pienezza e la dolcezza del ‘sì’ della Madonna che, mese dopo me¬se, gli tesse il corpo, fino a che a Natale tutto Gesù Bambino è pronto per essere regalato al mondo. Grazie a Maria, sua vera madre! Dicendo ciò, siamo al secondo motivo (dopo quel¬lo dello stile della sua vita quotidiana) della grandezza della Madonna. La nascita di un bambino è sempre un avvenimento fantastico, eccezionale; non è mai una sto¬ria ovvia, scontata. Chi non ne è convinto, legga, ad esempio di Piero Angela “La straordinaria avventura di una vita che nasce (Eri Mondadori, Milano 1996). Per Piero Angela, la formazione di un bambino nel seno materno è un processo perfetto; è ‘l’avventura più prodigiosa e mozzafiato per l’essere umano; una grande, magnifica odissea. Quei nove me¬si sono una magia: si parte da una cellula e si arriva ad un organismo umano completo”. Maria madre ci invita a non smarrire il senso del¬la maternità: della sua immensità, della sua preziosità. Smarrire il senso della maternità è andare, diritti diritti, verso la distruzione dell’umanità. Il proverbio dice che il mondo si regge sul fiato dei bambini. Verissimo! Però i bambini si reggono sulle mamme!

Open Day 2018/19

Nei giorni 12-19-26 gennaio all'Istituto S. Luigici sarà l'OPEN DAY dalle ore 10.00 alle 12.30. Si potrà visitare la più bella struttura scolastica della città di Acireale: immenso cortile, palestra, cappella, giardini,sala giochi, sala conferenze, teatro, aule climatizzate ecc. La visita prevede inoltre incontri con docenti ed alunni, mentre si svolgono attività e laboratori vari. Il Direttore e i Coordinatori della scuola infanzia,primaria e secondaria 1° gr. si renderanno disponibili per tutti coloro che desiderano spiegazioni e chiarificazioni sul Pof (piano offerta formativa)